LA GIOIA DI VIVERE
Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare . E quando ho visto il mio demonio , l' ho sempre trovato serio , radicale , profondo , solenne : era lo spirito di gravità , grazie a lui tutte le cose cadono . Non con la collera , col riso si uccide . Orsù , uccidiamo lo spirito di gravità . Ho imparato ad andare : da quel momento mi lascio correre . Ho imparato a volare : da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi . Adesso sono lieve , adesso io volo , adesso vedo al di sotto di me , adesso é un dio a danzare , se io danzo .
La Filosofia di Nietzsche appare ai nostri occhi molto complicata,ma così non è dal momento in cui egli non fa altro che contrapporre la vita alle divinità che dovrebbero essere mezzo di superamento per la sorte del destino. Inoltre dice che non è dio o il demonio a decidere per ognuno di noi,bensì il destino. La gioia di vivere intesa come superamento dell'inganno umano.
Possiamo considerare Dio un mezzo di soluzione per gli uomini?
martedì 5 giugno 2012
lunedì 4 giugno 2012
La Verità Sulle Pelliccie.
L'ultima lezione di bioetica trattava come argomento i diritti dell'uomo e dell'animale. Ho riflettuto un pò e mi sono reso conto che l'uomo ha molti diritti e credo sia giusto che questi diritti esistano, così come credo sia giusto alcuni di essi siano fortificati nel tempo e altri creati per poter garantire una vita migliore. Ma al tempo stesso ho pensato ai diritti dell'animale e dopo aver riflettuto un pò penso che anche loro godano di alcuni diritti che sono a dir poco dovuti. L'unico problema è sorto in me quando ho pensato alle pellicce!
Molte specie animali sono soggette a questa pratica, che secondo me è disumana e credo che questo video possa essere una dimostrazione palese di ciò che sto affermando:
Il video proviene da youtube, pubblicato nel 2008 e probabilmente girato anche in precedenza, visto la qualità dell'immagine, ma tutt'oggi questo fenomeno mostruoso non si arresta. Nel video sono spiegate le tecniche utilizzate per poter ottenere poi come prodotto finale le pellicce e anche il trattamento che viene riservato loro prima di essere abbattuti.
La cosa che mi ha lasciato più perplesso è la tecnica in cui l'animale è letteralmente scuoiato vivo. Il post ha lo stesso titolo del video, perché molti non sanno la verità sulla lavorazione delle pellicce e credo che sia molto importante sensibilizzare tutti su questo argomento e poter un giorno mettere fine a questa violenza che non ha nessun senso e serve solo a provocare dolore fisico e non solo all'animale soggetto a questa pratica. Si è parlato dell'utilizzo di animali come cavie da laboratorio, cosa un pò ingiusta, ma in un certo senso necessaria, per mancanza di strumentazioni ancora più avanzate in grado di poter far ottenere i medesimi risultati senza il loro utilizzo, quindi necessita, al momento, di una regolamentazione eccelsa, ma non credo affatto che sia indispensabile una pelliccia ottenuta con la morte di un animale, perché non è necessità, ma puro sfarzo!
Naturalmente questa è la mia opinione ed ognuno può avere la propria, ma la domanda con cui vorrei chiudere il post è: "Questo è garantire diritti fondamentali agli animali così come lo è per l'uomo?"
Una Toppa per volta. Ci vuole tanto per cucirla e nulla per sgualcirla.
Struggente.Da mozzare il fiato. Un mix di emozioni.Un mix di toppe da rimettere a posto.Due donne,due storie,due passioni diverse,due uomini saltati fuori all'improvviso. Saltati fuori prima di un punto,un punto in comune:il buio. Quello stesso buio che alcuni asseriscono sia vita,altri no. Per fortuna. E' una continua violazione della dignità,della più pura dignità umana. Quella che sta alla base di tutte le cose di ogni giorno. Quella che si cucie piano piano nel grembo di nostra madre,insieme alle nostre celluline che si dividono. Ancora e ancora. E poi sgorghiamo qui, nel mondo, con il nostro abito di dignità addosso. E nel corso della vita facciamo attenzione a non sgualcirlo,o almeno ci proviamo. Ma non tutto è governato da noi, non ci appartiene del tutto la vita. Ci sono influenze che non si possono evitare.Purtroppo.
Forte la scena in cui Benigno e l'infermiera si occupano dell'igiene di Alicia,durante il ciclo mestruale.Raccapricciante quella in cui lui la spoglia,appena tornato dal cinema,si siede e le dice di essere turbato. Solo rabbia ho provato in quell'istante. Rabbia e inerzia. Anche se, a dire il vero, avrei ingoiato e gli avrei spaccato la faccia.
-"Vediamo se superi i tuoi ostacoli e riprendi a ballare!"le disse.
Può arrivare a tanto l'AMORE? un film può turbarti tanto?può così sconvolgere una persona mentalmente stabile? Non credo, non posso pensarlo. La chiamerei ossessione, ossessione derivata da un'infanzia difficile.Una gravidanza in stato di coma e poi gli occhi di Alicia rividero la luce. Quelli di Lydia no. Parla con lei, si. Parlale. Ma non strapparle di dosso quell'abito,non sgualcirle la dignità. Si scuciono e riscuciono toppe di quell'abito su persone che hanno la morte impressa davanti giorno dopo giorno. Persone con la sofferenza negli occhi,nell'anima. "Moriremo tutti;non c'è il problema del non morire e poco importa vivere qualche anno in più o qualche anno meno. Ciò che importa è di vivere e di morire BENE,"è così che conclude Mori in un paragrafo sul senso della vita. E io ne sono pienamente d'accordo. E' lo stesso discorso fatto da Ramon in "Mare Dentro",quando gli viene chiesto -Perchè morire?. "La morte c'è sempre stata,perchè scandalizzarsi?", lui non accettava neppure la sedia a rotelle per non accontentarsi delle briciole. Sono del parere che bisogna ritrovarsi in determinate circostanze per potersi permettere di giudicare. Bisogna esser dentro con l'anima. Quindi, se c'è qualcuno che lotta per rammendare quel famoso vestito, ci sarà di sicuro un motivo significativo. Ci sarà di sicuro un senso.
domenica 3 giugno 2012
Dio esiste o lo ha creato l'uomo?
L'esistenza di una giustizia divina è subordinata all'esistenza della divinità, dunque entrambe le cose non hanno dimostrazione scientifica ma si fondano unicamente sulla sensibilità fideistica di ogni essere umano. Personalmente io non credo nelle divinità delle religioni rivelate, ma in fondo spero che esista qualcosa di trascendente la meteria, qualcosa che nella mia mente non è ben definita, qualcosa che forse esiste per bilanciare la paura della morte. Molte volte , però, nei momenti d'ira, quando subisco ingiustizie o torti gravi, come sfogo alla delusione ed alla rabbia, inveisco contro questa forza universale e chiedo a gran voce giustizia. Ritengo che, qualora un'invocazione di questo tipo si realizzi, si tratti di una semplice coincidenza che qualcuno tende ad interpretare come volontà perfetta ed imperscrutabile della divinità. Storicamente il concetto di giustizia divina è vecchio quanto la religione stessa e se ne trovano esempi molteplici nelle scritture, anche se il modo d'agire di questa divinità, che dovrebbe essere perfetta e dunque ugualmente rivelatasi a tutti i popoli, cambia da testo sacro a testo sacro. Basti pensare alla crudele inesorabilità del Dio ebraico ed alla paterna bontà di quello cristiano od ancora all'invisibile e perennemente muto Allah. Suppongo che il concetto di Giustizia divina abbia rappresentato, come lo stesso concetto di Dio, un modello mentale umano a cui tendere al fine di emanciparsi dalle restrizioni delle legge di natura e garantire la sopravvivenza della specie nel miglior modo possibile e senza troppe perdite per la selezione naturale. Essendo fisicamente inferiori agli altri animali, abbiamo sviluppato il cervello, fino a ribaltare il vendetto dello natura ed a porci come specie padrona del pianeta. Dio, in fondo, rappresenta qualcosa a cui l'uomo tende, ossia l'emancipazione dal dolore, dalla sofferenza, dalle malattie dalla vecchiaia e dal dubbio, una perfezione che si realizza come assoluta invulnerabilità alle leggi della natura della morte e dello scorrere del tempo. La giustizia divina rappresenta un modello di come relazionare gli esseri umani senza che i conflitti sfocino sempre in carneficine, come ad esempio nel caso dei tribunali civili e penali. La giustizia umana è imperfetta, ma il modello di riferimento, ossia quello divino, è perfetto. Se poi questo modello è giustificato dogmaticamente in se stesso diventa ancora più faciel da prendere come esempio.
Benedetto XVI-no ad aborto ed eutanasia.
Riporto l'articolo uscito oggi sul Corriere della Sera in merito all'VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si è svolto ieri a Milano; il Papa ha ancora affermato la posizione della Chiesa che dice no all'aborto e all'eutanasia e stabilisce la famiglia come fondata sul matrimonio :
Il Papa ai politici: «Riconoscere la famiglia
MILANO - Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita». Lo ha riaffermato Benedetto XVI nel discorso rivolto sabato pomeriggio alle autorità della Lombardia, nell'ambito del VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Per il Papa è ugualmente un «diritto primario dei genitori» quello alla libera educazione e formazione dei figli, secondo il progetto educativo da loro giudicato valido e pertinente». «Non si rende giustizia alla famiglia - ha scandito - se lo Stato non sostiene la libertà di educazione per il bene comune dell'intera società». Benedetto XVI ha implicitamente risposto al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che venerdì nel suo discorso di saluto aveva auspicato «un messaggio forte che dia nuovo impulso alla formazione di tutte le realtà familiari», ribadendo la concezione cattolica della famiglia.
ABORTO E EUTANASIA - Il Papa ha anche affrontato i temi legati al rispetto della vita: «Lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo "ben essere" nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione». No pertanto alla legalizzazione dell'aborto, che è già in atto nell'ordinamento italiano, e a quella dell'eutanasia, che viene proposta. Benedetto XVI ha affermato che «le leggi debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana».
LA POLITICA - Rivolgendosi agli esponenti della politica, il Papa ha osservato che «appare preziosa una costruttiva collaborazione con la Chiesa, senza dubbio non per una confusione delle finalità e dei ruoli diversi e distinti del potere civile e della stessa Chiesa, ma per l'apporto che questa ha offerto e tuttora può offrire alla società con la sua esperienza, la sua dottrina, la sua tradizione, le sue istituzioni e le sue opere con cui si è posta al servizio del popolo».
Il Papa ai politici: «Riconoscere la famiglia
fondata sul matrimonio e aperta alla vita»
Benedetto XVI ribadisce il no ad aborto ed eutanasia e invita i politici a «farsi amare» e alla collaborazione con la Chiesa
LA POLITICA - Rivolgendosi agli esponenti della politica, il Papa ha osservato che «appare preziosa una costruttiva collaborazione con la Chiesa, senza dubbio non per una confusione delle finalità e dei ruoli diversi e distinti del potere civile e della stessa Chiesa, ma per l'apporto che questa ha offerto e tuttora può offrire alla società con la sua esperienza, la sua dottrina, la sua tradizione, le sue istituzioni e le sue opere con cui si è posta al servizio del popolo».
sabato 2 giugno 2012
Noi non siamo Dio
Ho visto il film "Il dottor morte" e la cosa che più mi ha colpito è la freddezza e la determinazione con cui il dottore eseguiva la pratica del suicidio assistito.
Nei primi anni 90 negli USA questo argomento era considerato quasi tabù ed era una pratica mai usata prima, al contrario dell'Europa dove l'eutanasia era già stata effettuata.
La vista della madre malata terminale aveva scatenato in lui un rifiuto alla sofferenza tanto da voler alleviare l'agonia dei malati terminali anticipandone la morte per evitare il dolore fisico e dare una morte dignitosa ai pazienti.
Io personalmente non sono totalmente a favore di questa pratica, non ho condiviso il volere della signora malata di Alzheimer nei primi stadi della malattia a voler morire così presto, ma d'altro canto mi rendo conto , con quello che è successo in Italia con il caso Englaro , che non sia totalmente sbagliato. Ho provato a mettermi nei panni di un padre che ha passato gli ultimi 20anni della sua vita accanto ad un letto di ospedale dove c'era la figlia in coma vegetativo irreversibile, tenuta in vita da una macchina. La decisione del padre a voler staccare la spina ha suscitato sgomento e in molte persone indignazione, le sue parole di rassegnazione mi hanno commosso quando ha affermato che la figlia era comunque in una situazione di "non vita" e il pensiero che ella potesse soffrire sentendo dolori mi hanno convinto che forse in questo caso l'eutanasia sia d'aiuto.
"Noi non siamo Dio", questo era lo slogan urlato in faccia al medico da chi lo protestava. è vero bisogna sempre tener in mente questa frase quando si parla di eutanasia e assicurarsi che non ci sia un abuso, ma è anche vero che bisognerebbe rispettare determinate scelte da parte di chi soffre , credo che la cosa migliore da fare sia quella di fare un testamento biologico, cosicchè una volta che il malato non è più in grado di intendere e volere non ci sia un accanimento terapeutico se è questa la sua volonta.
In linea generale sono contro l'eutanasia e non me la sentirei nè di consigliarla nè di praticarla, ma comunque rispetto il volere di chi soffre e di chi sta andando incontro alla morte a causa di una malattia incurabile.
Nei primi anni 90 negli USA questo argomento era considerato quasi tabù ed era una pratica mai usata prima, al contrario dell'Europa dove l'eutanasia era già stata effettuata.
La vista della madre malata terminale aveva scatenato in lui un rifiuto alla sofferenza tanto da voler alleviare l'agonia dei malati terminali anticipandone la morte per evitare il dolore fisico e dare una morte dignitosa ai pazienti.
Io personalmente non sono totalmente a favore di questa pratica, non ho condiviso il volere della signora malata di Alzheimer nei primi stadi della malattia a voler morire così presto, ma d'altro canto mi rendo conto , con quello che è successo in Italia con il caso Englaro , che non sia totalmente sbagliato. Ho provato a mettermi nei panni di un padre che ha passato gli ultimi 20anni della sua vita accanto ad un letto di ospedale dove c'era la figlia in coma vegetativo irreversibile, tenuta in vita da una macchina. La decisione del padre a voler staccare la spina ha suscitato sgomento e in molte persone indignazione, le sue parole di rassegnazione mi hanno commosso quando ha affermato che la figlia era comunque in una situazione di "non vita" e il pensiero che ella potesse soffrire sentendo dolori mi hanno convinto che forse in questo caso l'eutanasia sia d'aiuto.
"Noi non siamo Dio", questo era lo slogan urlato in faccia al medico da chi lo protestava. è vero bisogna sempre tener in mente questa frase quando si parla di eutanasia e assicurarsi che non ci sia un abuso, ma è anche vero che bisognerebbe rispettare determinate scelte da parte di chi soffre , credo che la cosa migliore da fare sia quella di fare un testamento biologico, cosicchè una volta che il malato non è più in grado di intendere e volere non ci sia un accanimento terapeutico se è questa la sua volonta.
In linea generale sono contro l'eutanasia e non me la sentirei nè di consigliarla nè di praticarla, ma comunque rispetto il volere di chi soffre e di chi sta andando incontro alla morte a causa di una malattia incurabile.
venerdì 1 giugno 2012
Hate speech-libertà di stampa negata
Dal 1° gennaio 2011 in Ungheria è entrata in vigore la legge sui media approvata in prima lettura nell’agosto 2010 tramite la quale è stata istituita l’Autorità nazionale per i media e le comunicazioni (NMHH).
Tale organo valuta le notizie pubblicate su periodici cartacei e portali informatici, quelle trasmesse tramite radio o televisione. Può dare ingenti sanzioni pecuniarie qualora ritenga che le informazioni date siano parziali o contrarie alla dignità umana e alla moralità. Oggetto di sanzione possono essere anche notizie pubblicate all'ESTERO e accessibili da siti ungheresi. Ogni mezzo di comunicazione dev'essere autorizzato e registrato. I giornalisti possono essere obbligati a rivelare le fonti e a fornire i documenti da cui hanno tratto le notizie.
Tale organo valuta le notizie pubblicate su periodici cartacei e portali informatici, quelle trasmesse tramite radio o televisione. Può dare ingenti sanzioni pecuniarie qualora ritenga che le informazioni date siano parziali o contrarie alla dignità umana e alla moralità. Oggetto di sanzione possono essere anche notizie pubblicate all'ESTERO e accessibili da siti ungheresi. Ogni mezzo di comunicazione dev'essere autorizzato e registrato. I giornalisti possono essere obbligati a rivelare le fonti e a fornire i documenti da cui hanno tratto le notizie.
Un primo effetto è l'autocensura: i giornalisti sono frenati e PARALIZZATI da questa legge e quindi si limitano nel loro operato. Dov'è finito il diritto all'informazione? Negare la libertà di stampa è una forma di DITTATURA SILENTE che impone la gente a convincersi solo delle notizie "autorizzate" e non ad avere un quadro globale di conoscenza. Ci si ritroverrebbe ad essere omologati nel modo di pensare. Mi chiedo se questo sia un criterio per non fare prolungare la permanenza dell'Ungheria come stato membro dell'Unione Europea e se non lo è, quali sono i criteri per farne parte valutati dalla Commissione?
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